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“Rafforzare la non violenza” questa mattina la conferenza sui numeri

Si è tenuta questa mattina, a Palazzo di Città, la conferenza per la presentazione dei  risultati del di "Rafforzare la non violenza", il programma di azioni realizzato dall'assessorato al Welfare nell’ambito delle attività del Centro comunale antiviolenza e della rete cittadina "generareculturenonviolente" al fine di integrare e rafforzare la rete costituita sul territorio.

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito del piano operativo regionale per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, ha una durata annuale e consentirà di implementare gli interventi già effettuati dal Centro antiviolenza, migliorando la diffusione e la fruibilità sul territorio cittadino delle attività di sostegno socio-pedagogico e di educazione alla legalità rivolte ai minori coinvolti, come vittime e come autori, nella spirale della violenza, e individuando nuovi strumenti per l'accompagnamento delle vittime nelle situazioni di emergenza.

"Siamo qui per presentare il report di un'azione di consolidamento a contrasto della violenza - ha detto Francesca Bottalico -. Abbiamo dato vita ad un'azione sperimentale nell'ambito del programma di contrasto alle violenze che quotidianamente l'assessorato, insieme alle associazioni, al Centro antiviolenza comunale e alle realtà impegnate sugli stessi temi, come i centri aperti polivalenti per minori, porta avanti in un lavoro di rete. "Rafforzare la non violenza" è stato realizzato in collaborazione con la Regione Puglia, la Prefettura, le Forze dell'ordine, le scuole cittadine e tutti i centri socio educativi territoriali, i Municipi, la coop Alleanza 3.0 , i centri Famiglia e alcune comunità di minori. Abbiamo lavorato non solo sull'ascolto e la tutela delle vittime ma soprattutto su un programma di prevenzione e di diffusione delle informazioni in tutti i luoghi della città, non solo quelli istituzionali. Tutta l'attività di questi mesi si è svolta attraverso sportelli informativi itineranti nelle piazze e nei municipi di tutta la città, una campagna comunicativa realizzata insieme a delle illustratrici con l'idea che si possa parlare della violenza partendo da quanto le vittime di violenza - siano donne, bambini, adolescenti o anche uomini - abbiano dentro di sé per rinascere, per ricostruirsi una vita. Non a caso, forse per la prima volta, l'immagine utilizzata è un'immagine positiva, che parla di forze e di possibilità. E va nella stessa direzione l'azione sperimentale avviata con il ministero di giustizia e con la dottoressa Perrini sui minori coinvolti in reati abuso e violenza, che ci ha consentito di ascoltare questi minori per far sì che possano rielaborare anche il loro istinto violento per diventare uomini più consapevoli e, speriamo, in futuro "non violenti". Sappiamo infatti che spesso chi è stato vittima di violenza specialmente negli anni di formazione e non ha la possibilità di rielaborare il proprio vissuto e di essere accompagnato rischia di essere ingoiato da una spirale e agire a sua volta violenza. Nei mesi del progetto sono aumentate anche le denunce e le richieste di aiuto di donne vittime di abuso, il che ci fa pensare ad una forte efficacia della comunicazione anche attraverso i social media e i presidi creati. Fondamentale è stato l'investimento educativo realizzato in termini di prevenzione: sono stati avviati numerosi percorsi educativi con adolescenti e preadolescenti, con scuole e centri educativi in tutti i quartieri attraverso momenti di incontro, confronto, anche utilizzando strumenti espressivi e artistici. Ne è un esempio il centro aperto polivalente per minori gestito dalla cooperativa Gea nel quartiere San Pio che con i suoi educatori e adolescenti ha portato in musica le emozioni e le storie di molte donne vittime di violenza. La nostra idea è che si possa e si debba parlare di non violenza a tutte le età, a partire proprio dai più piccoli".

Diverse le linee di intervento: dalla costruzione di "culture non violente" attraverso l'ampliamento dei canali di comunicazione esistenti alla facilitazione di accesso degli utenti ai servizi, passando per la creazione di gruppi di mutuo-aiuto e lo sviluppo di azioni di supporto educativo, psicologico e sociale in accordo con le istituzioni territoriali.

Un servizio al cittadino essenziale per prevenire e fermare la violenza che spesso vive, si manifesta e resta nascosta nelle mura domestiche e di cui vittima sono le donne e i più piccoli.

28 Marzo 2017

Nicola Buono

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Martedì 28 Marzo 2017 19:54